È inutile prendersi in giro. Nessuno di noi sa esattamente ciò che vuole. Se lo si sapesse avremmo già trovato la soluzione.
Tutti, però, sappiamo che vogliamo il meglio, qualsiasi cosa significhi.
Quando il carro tocca il culo, il bue si muove da sé. (Tradotto da un proverbio milanese)
Si sedes non is. Si non sedes is (Se ti siedi non vai, se non ti siedi vai).
Tanto più il foglio è bianco tanto maggiormente rivela il sudiciume (Shizuto Masunaga).
Si parta dal presupposto che nessuno è in condizioni ideali e che ognuno ha delle problematiche.
Fortunatamente il nostro sistema corporeo e mentale riesce ad elaborare strategie che permettono di trovare un equilibrio letteralmente all’insegna del “meno peggio”.
Tale equilibrio genera dei piccoli sintomi che il nostro cervello sceglie di non ascoltare al 100% (come il ticchettio dell’orologio di fianco al letto), altrimenti impazziremmo.
Questo non-ascolto, ha però una soglia. Una soglia che può variare.
Per questo motivo non esiste un consiglio valido in assoluto, ognuno deve trovare il meglio per se. Dedicare tempo ad ascoltarsi permette di abbassare questa soglia e quindi accorgersi dei problemi prima che diventino gravi.
Nel contempo la motivazione ad occuparci del nostro ascolto deriva dal nostro malessere percepito. Chiunque voglia farsi controllare dal punto di vista motorio sarà ben accetto. Chiunque non voglia farlo ha le sue valide motivazioni.
Noi restiamo a disposizione.
Before we break, we better learn to bend
Prima di romperci faremmo meglio ad imparare a piegarci
Elisa, brano “Soul”.


