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Il mal di testa può derivare della zona cervicale o dalla mandibola?

Il mal di testa può derivare della zona cervicale o dalla mandibola?

Anzitutto bisogna distinguere tra vari tipi di cefalee (mal di testa):

  1. Emicranie
  2. Cefalee tensive
  3. Cefalee a gensi mista (emicrania e cefalea tensiva)
  4. Oltre a questi esistono cefalee da sinusite acuta, cefalee a grappolo, cefalee da abuso di farmaci, cefalee post traumatiche, cefalee secondarie ad altri stati patologici…

Le cefalee del punto 4 hanno dei segni distintivi tipici ed il loro trattamento è di competenza dello specialista.

Le prime tre tipologie di cefalee, dette Cefalee Croniche Primarie, sono di gran lunga le più frequenti (90% dei casi).

1. L’emicrania è una patologia neurologica cronica caratterizzata da ricorrenti cefalee, da moderate a gravi, spesso in associazione con una serie di sintomi del sistema nervoso, come nausea, fotofobia, ed altri sintomi.

Alcuni sintomi, che precedono e/o seguono l’insorgere del dolore, sono individuabili sotto il nome di aura emicranica.

L’aura è come un momentaneo “sbalzo di tensione sulla linea”, dei neuroni della corteccia del cervello.

Quest’onda, chiamata Cortical Spreading Depression, parte quasi nella totalità dei casi attorno dall’area visiva primaria ed arriva a diffondersi ad altre aree del cervello che danno sintomi motori o legati al linguaggio.

Seppure l’emicrania abbia delle caratteristiche pulsanti e risponda positivamente ad antinfiammatori è stato dimostrato che, solo IN ALCUNI CASI vi è una PARZIALE concausa di origine vascolare.

Alcuni ricercatori ritengono che la depressione corticale, tramite neurotrasmettitori, possa stimolare anche i nervi trigeminali.

Fattori scatenanti sono:

  • Esposizione a luci intense, rumori, alcuni odori e profumi
  • Stress fisico o psicologico
  • Cambiamenti nelle abitudini del sonno
  • Fumo o esposizione al fumo passivo
  • Saltare un pasto
  • Assunzione di alcol
  • Fluttuazioni del ciclo mestruale, utilizzo di pillola anticoncezionale, periodi pre e post menopausa
  • Episodi di cefalea tensiva* (che vedremo poi nel punto 2)
  • Assunzione di cibi contenenti tiramina (vino rosso, formaggi stagionati, pesce affumicato, fegato di pollo, fichi) o nitrati (contenuti negli insaccati)
  • Cibi come cioccolato, nocciole, burro di arachidi, prodotti caseari, cibi fermentati o conservati
  • Permanenza prolungata di fronte a monitor o televisori

Il trattamento dell’emicrania è di competenza del medico specialista.

2. Nella cefalea tensiva, invece, il dolore è generalmente lieve o moderato e spesso descritto come costrittivo. Questa cefalea origina nella regione occipitale o frontale bilateralmente e si diffonde a tutto il capo.

A differenza dell’emicrania, le cefalee tensive non sono accompagnate da nausea e vomito, e non sono aggravate dall’attività fisica, la luce, i suoni o gli odori. I potenziali fattori scatenanti della cefalea cronica di tipo tensivo comprendono disturbi del sonno, stress, disturbi dell’articolazione mandibolare, dolore cervicale e affaticamento oculare (astenopia).

Esiste, inoltre, una comorbilità: il 94% dei pazienti con emicrania ha sofferto o

soffre di cefalee da tensione associate ad altre patologie.

Il principale veicolo della cefalea tensiva è il Nevo Grande Occipitale, che

è molto frequentemente coinvolto nell’emicrania.

Esistono, poi delle connessioni neurali NGO e nervo trigemino.

Non dimentichiamo poi il ruolo delle cefalea tensiva nelle cefalee primarie di origine mista (punto 3) e nel predisporre il soggetto a sviluppare emicrania (vedi sopra*)

Per questo motivo un buon trattamento delle aree di passaggio (cervicale, nuca mandibola, e cranio) di questi due nervi danno grandi vantaggi per quanto riguarda il trattamento delle cefalee tensive e degli stati dolorosi e patologici associati.

(Fonti: lacefalea.info – wikipedia – reserchgate.net/publication – giuseppedebenedittis.it – msd manuals. com/it-it/professionale)