Cuggiono (MI)
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Come agisce un terapista sulla postura di una persona, per migliorare lo stato doloroso

Come agisce un terapista sulla postura di una persona, per migliorare lo stato doloroso

Consideriamo il parallelismo tra la nostra postura ed un freezer, che ci protegge dello scioglimento dei ghiaccioli (ossia la comparsa dei dolori).

Per poter studiare quanto i nostri “ghiaccioli” siano precari è TOGLIERLI DAL FREEZER.

La rieducazione posturale, specie quella secondo Raggi, si basa su questo presupposto. Togliere il paziente dalla sua posizione spontanea, individuare e ridurre i compensi che la persona porta.

A quel punto, fuori dalla sua zona di confort, il corpo tende a rivelare i motivi che lo costringevano a quella postura. Lo stesso modus operandi viene utilizzato da circa 4/5000 anni nello yoga, nella meditazione, e poi dalla mindfulness e da moti altri.

Trovo meravigliosa l’idea di queste metodiche di poter rendere palesi le problematiche della persona, al soggetto stesso e al terapeuta.

Chiediamo al corpo al corpo di parlarci.

Perché ricorrere alla rieducazione posturale e non ad altre forme di terapia?

“Perché esistono tanti tipi di terapie? Perché esistono tanti tipi di uomini.” (Huangdi Neijing Suwen)

Ritengo che sia estremamente vero che TUTTE le rachialgie prima o poi migliorano! È un altro principio chiave della rieducazione posturale e spiegabile con i fenomeni del compenso e dell’autoguarigione (due possibilità di risoluzione del sintomo, che portano però a scenari differenti).

È verissimo che l’esercizio fisico è straordinariamente efficace, ma ciò forse non può convivere col fatto che anche le strategie posturali possano essere UN’area di intervento della medicina?

Voglio appunto sottolineare come che si rivolge a noi lo fa perché percepisce il proprio problema come un problema e decide che questo non va più bene. E’ allora che il terapista prova a cambiare gli schemi e le strategie di compenso (nel nostro caso posturale) che non sono più funzionali (lo dice il paziente sennò starebbe a casa).

Per far ciò prova ad individuare le strategie di compenso e rivela quali sono li sono i “punti deboli” che il sistema corpo-sistema nervoso prova a vicariare.

A quel punto l’idea è di lavorare sui punti deboli (es un segmento ipomobile, rigido, dispercettivo o traumatizzato) per dare nuovi strumenti al corpo in modo da trovare un atteggiamento posturale più fisiologico e funzionale.