NON SCEGLIETE LA METODICA, SCEGLIETE LA PERSONA.
Il paziente arriva da noi non per un problema, ma per la percezione del problema.
Se esce contento non è perché è guarito, ma perché si SENTE meglio.
Dicendo ciò si abbracciano mille sfere, una delle quali, fondamentali, è la sfera psicologica.
Ciò non vuol dire effetto placebo, vuol dire fattori di contesto.
È indubbio che le evidenze scientifiche stanno andando nella direzione dell’analisi/correzione dello stile di vita e nel trattamento con esercizi attivi.
Seriamente ritengo sia importante per tutti i terapisti che si occupano di rieducazione posturale e terapia manuale cercare di integrarsi con questo orizzonte.
Anzi dal canto mio non riesco a vedere la rieducazione posturale un ambito in cui sia lontanamente possibile escludere l’esercizio attivo e l’analisi delle abitudini e dello stile di vita.
Così come ritengo che la pratica dell’esercizio attivo dovrebbe tenere in considerazione gli aspetti biomeccanici e neurofisiologici della terapia manuale e le osservazioni della globalità dell’organismo che sono alla base di discipline come la posturologia e la rieducazione posturale. Oltre ad utilizzare la terapia manuale come sinergica all’esercizio attivo (altro perno della rieducazione posturale come di molte altre terapie).
Ognuno prenda il meglio di ciò che l’altro può dare!


