Anzitutto è opportuno sottolineare che è ben diverso dire che non è stata trovata una relazione diretta tra postura e dolore, rispetto a dire che è stato dimostrato che tale relazione non esiste.
Smentire una dimostrazione di chi la pensa diversamente da noi non significa dimostrare di avere ragione.
I fenomeni sono COMPLESSI, per questo non possiamo pretendere di studiarli in modo esaustivo. La negazione di un fenomeno è pertanto una scelta comoda, tanto quanto la sua ceca accettazione.
Purtroppo si reputa che l’obiettivo della rieducazione posturale sia di raddrizzare il corpo. Ed effettivamente per molti colleghi lo è.
Purtroppo, da Platone-Aristotele in poi, la nostra società, ed in primis la ricerca scientifica, è portata a ricercare, spesso, dei modelli di riferimento. Tali modelli si riflettono nella pratica con il porre dei parametri fisiologici (es. i valori di riferimento degli esami ematici).
Naturalmente è funzionale ed utilissimo stabilire dei range di normalità fisiologica però, come ogni regola fissa, ricercare SEMPRE dei modelli ci porta fuori strada.
Nel mio percorso da fisioterapista mi sono innamorato dell’approccio che hanno in fisica (studio della phisys, natura).
I fisici sono ancora veri portatori di quel metodo scientifico che era ben forte ai tempi di Archimede e che poi è dilagato con Leonardo-Galileo.
In fisica si cerca di Partire dall’osservazione dei fenomeni per poi redigere un modello teorico, che sia in grado di reggere alle verifiche sperimentali.
Ora un punto fondamentale:
Sono fermamente convinto che la realtà sia infinitamente complessa (non complicata) e ricca di sfaccettature, perciò ogni modello della fisica trova il suo campo di applicazione in determinate aree della realtà, dovendo cedere il passo ad altri modelli in altre aree. Si può osservare tutto ed il contrario di tutto.
Es. la fisica quantistica funziona bene nel molto piccolo, ma se dobbiamo studiare il cosmo Per questo la mia attività si fonda su apprendere (acquisire nozioni) e comprenderle (metterle assieme con le altre tessere del puzzle).
Parlando di razionalità hegel decriveva un processo simile con: tesi – antitesi – sintesi.
Altro fattore da tenere conto che la postura non è LA postura ortostatica.
Ciò che ci interessa sono LE espressioni posturali con cui dormiamo, mangiamo un gelato, camminiamo o tiriamo un calcio alla palla.
Ognuno di noi può osservarlo mentre è seduto al bar con un gruppo di amici. Ciascun individuo assumerà una postura differente, e ognuno lo farà con una tipicità legata alla propria persona (eppure il tavolino e la sedia sono le stesse per tutti).
Tipicità dettata della propria storia passata che ci forma la nostra relazione con la situazione presente.
E’ dimostrato scientificamente che non esiste nessuna relazione tra il calore e lo scioglimento dei ghiaccioli all’interno del freezer. Perché effettivamente i ghiaccioli si conservano in freezer sia d’estate che di inverno.
Nel momento in cui (cioè sempre) non riusciamo a comprendere la complessità dei fenomeni che studiamo e le relazioni tra gli elementi che li compongono, rischiamo di arrivare a conclusioni fuorvianti.


